
E’ finito il sonno post-elettorale. Un sonno così profondo che mi sta persuadendo di lasciare – almeno per un po’ – i temi della politica e dedicarmi ad altro.
Cose di varia umanità. Semplici da scrivere e da leggere. Oggi, ad esempio, ho cominciato una rubrica (“Girovagando”) su Avvenire. Parlo dei luoghi, degli uomini, delle storie che il Giro attraversando l’Italia rievoca da ogni suo territorio.
Spesso piccole storie. Qualche volta, invece, le tracce di eventi più grandi. Insomma quella realtà confusa che è il nostro habitat quotidiano, e nel quale viviamo benissimo.
Oggi i corridori in una noiosa e asfissiante cronosquadre, sono passati per Centallo. Cercando ho scoperto che è il paese natale del cardinale Michele Pellegrino che fu vescovo a Torino dal 1965 al 1977, e che fu un grande culture dei padri della Chiesa (amico poi di molti intellettuali cattolici romani).
E’ sepolto in quel cimitero nella tomba dei suoi. I Pellegrino, un nome molto presente (il più presente) a Boves (nei paraggi) e che rimanda all’eroismo di chi la difese dai nazisti: Ignazio Vian. Poi, lo racconta Vittorio Emanule Giuntella, tradito e impiccato ad un albero a Torino.
Per non dire del paese di partenza della tappa, Savigliano, che diede i natali a Santorre di Santarosa. Eroe celebrato del Risrgimento che, invece, riposa in un ignoto luogo della Grecia. Vi morì combattendo nel 1825, ma la sua tomba gentilizia non lo potè mai accogliere.

Vado a Marigliano nell’entroterra napoletano invitato dai ragazzi dell’associazione “Populorum Progressio”. Il tema dell’incontro, significativamente, è la rappresentanza. Argomento sul quale mi sto impegnando da tempo, come gli amici del blog ben sanno.
Non ci lasciamo confondere dalle lettere affrettate dei senatori Pd (ben 46) e di Bersani. Qualsiasi risultato elettorale, prima di dare luogo a proclami, deve essere approfondito, illustrato e condiviso. Ed è solo dopo una tale procedura, che si può aprire una discussione degna di questo nome.
Il senatore (e soprattutto amico) Roberto Di Giovan Paolo nella sua lettera settimanale parla del voto nel Lazio con qualche analisi e qualche proposito per il futuro.
Sto ancora analizzando i dati del voto a Roma e nel Lazio, ma già posso avanzare qualche idea. Innanzitutto va isolato (e spero messo al centro di una vera discussione) il differenziale tra i consensi ottenuti dalle capolista e i voti alle coalizioni.