Conclave, inizia il 12 e circolano molti nomi

Pubblico il Diario del Conclave apparso su Europa

L’inizio del Conclave del 2005

Città del Vaticano, 8 marzo 2013 – Ed è arrivato il giorno della decisione. Il conclave inizia la mattina del 12 marzo con la messa “Pro eligendo Pontefice” e il pomeriggio con l’ingresso alla Sistina. Lo hanno votato questo pomeriggio i cardinali. Insomma siamo alla svolta tanto attesa. Questa mattina alla settima congregazione generale, invece, a norma della Costituzione che regola l’elezione del Papa, sono stati “riconosciuti” gli “impedimenti” dei due cardinali assenti, formalizzando così il corpo elettorale nel numero (già noto) di 115 e, conseguentemente, fissando a 77 voti il quorum dei due terzi per l’elezione del Papa.

Formalità, ma per un evento del genere tutto diventa importante. Non solo le cose dette e non dette dal portavoce padre Lombardi, ma anche altre sfumature vagamente allusive de “L’Osservatore Romano” e, più in generale, il clima diverso che questa mattina si respirava attorno al Vaticano preannunciavano indirettamente l’imminenza della notizia dell’apertura dell’ultima fase della procedure per l’elezione del Papa. E l’impressione è che nelle congregazioni generali e anche negli incontri tra i cardinali si siano dette molte cose, senza lasciare residui spazi di ombra.

Dall’intreccio di domande e risposte tra i giornalisti e padre Lombardi, ad esempio, si è capito che nelle congregazioni si è parlato anche di “collegialità” e pure del “ruolo della donna nella Chiesa”. “Ma – ha confermato – le congregazioni non sono tutto, il dialogo tra i cardinali è parte fondamentale”, compresi Vatileacks e dintorni.

Intanto è partito alla grande il “toto-Papa”; l’assistente dell’Azione Cattolica e vescovo di Palestrina, intervistato da “l’Unità”, giudica che Vatileacks “non peserà” e che sarebbe “contentissimo se fosse eletto un africano”, comunque vorrebbe un pastore “che sappia misurarsi con le esigenze concrete della vita”. Il “Corriere della Sera”, invece, parla del “sospetto degli stranieri che i curiali abbiano già deciso tutto”.

Ma quando irrompe la data del Conclave – ed è ovvio – ogni altro discorso passa in secondo piano, rispetto al nome del futuro Papa. Si ne fanno tanti e “la Repubblica”, forse su suggerimento del “corvo”, li brucia un po’ tutti. Di più non si può dire su chi sarà a dormire la prima notte da Papa nella suite al numero 201 della Casa di santa Marta. Ce lo dirà il camino della Sistina che oggi hanno cominciato a montare.

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